A spasso per la Francia

3 posti in Bretagna che non puoi perderti

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Vuoi viaggiare ma sei stufo/a di aspettare l’amico/a che non si decide mai, e per di più non te la senti di guidare? Qui sei proprio nel posto giusto! Tutti gli itinerari che propongo si possono fare senz’auto e viaggiando da soli. Se l’ho fatto io, di certo puoi farlo anche tu! Il trucco è scegliere come base una città abbastanza grande e da lì con vari mezzi di trasporto pubblico puoi andare ovunque. Dal punto di vista dei collegamenti infatti la Francia è davvero imbattibile. Anche litinerario che propongo in quest’articolo non fa eccezione ed è totalmente car-free. La nostra base sarà Saint-Malo e da lì ti porterò alla scoperta di 3 posti in Bretagna che non puoi perderti.

Cancale, la patria delle ostriche

C’è più di un autobus che da Saint-Malo puo’ portarti in questa località. Io ho preso l’autobus n.9 che parte di fronte all’ufficio del turismo (all’entrata del centro storico) e impiega circa 45 minuti.

Incastonata nella baia di Mont Saint-Michel, Cancale è uno dei porti di pesca più pittoreschi della Bretagna. Nelle giornate di sereno infatti, puoi godere di una magnifica vista sulla baia e scorgere a occhio nudo il Mont Saint-Michel. Ma Cancale deve la sua notorietà ad un altro tesoro: il suo parco di ostriche unico al mondo dove crescono squisite perle, cave o piatte, che hanno regalato a Cancale il label di “Site Remarquable du Goût” (sito notevole del gusto).

Dove e come degustare le perle di Cancale

Gli ostricoltori locali, innamorati del loro mestiere e orgogliosi del loro allevamento iscritto al Patrimonio Culturale Immateriale della Francia, sono i custodi di una gustosa ostrica servita nei migliori ristoranti.

Ma qui, l’usanza è di gustarle appena pescate al “mercato delle ostriche”. Perciò vai verso l’estremità del porto, vicino al faro di Houle e al suo lungo molo, dove si tiene il mercato sotto piccoli tendoni a strisce bianche e blu. Le ostriche si possono mangiare sul posto o portare via. Gli avventori sono soliti sedersi a degustare su uno dei gradini dietro il mercato di fronte alla baia e accompagnare la degustazione con un bicchiere di vino bianco acquistato al piccolo camion mobile La Quille. La cosa più divertente è poi l’usanza di gettare la conchiglia vuota sulla sabbia o nell’acqua. Atmosfera amichevole e vivace garantita!

In alternativa, a due passi dal mercato, sempre vista mare, è tutto un susseguirsi di ristorantini con varie fasce di prezzo. Se volete andare sul sicuro, vi consiglio l’istituzione del luogo, il ristorante La Mère Champlain. Aperto tutto l’anno, il ristorante offre una bella selezione di frutti di mare e pesce appena pescati.

Visitare la Fattoria Marina di Cancale

La mia curiosità innata mi ha spinto a fare anche questa esperienza: una visita guidata in una vera azienda ostericola. A 15 minuti a piedi dal porto di Cancale, La Ferme Marine è un’azienda a conduzione familiare che sorge proprio in mezzo agli allevamenti di ostriche. Una guida descrive tutte le fasi di produzione della “perla cancalese”, dalla raccolta alla commercializzazione. Il duro lavoro nei parchi marini è spiegato da un film, al quale segue una visita nei laboratori di pulizia e cernita. Compresa nel prezzo del biglietto anche una degustazione accompagnata da un bicchiere di vino bianco. La visita è fruibile in francese, inglese e tedesco (info sugli orari qui). Pur non essendo un’appassionata di ostriche, è stato molto interessante scoprire il lungo e duro lavoro di questi “giardinieri del mare”. Ad esempio sono rimasta colpita quando ho scoperto che l’allevamento dell’ostrica dura in media ben 4 lunghi anni!

Il borgo

Il borgo si sviluppa alle spalle del porto, in altezza. Per raggiungerlo ti basta imboccare la rue du port che dal porto raggiunge Place de la République. La piazza è riconoscibile perché dominata dalla superba Cattedrale di Saint Méen (1876). Al centro della piazza non potrai fare a meno di notare la fontana “Les laveuses d’huitres” (Le lavatrici di ostriche) che si trova di fronte alla cattedrale. Realizzata in bronzo, questa statua mostra le donne del villaggio che lavano le ostriche a mano. Rappresentano le donne di Cancale che facevano la guardia alla città, mentre gli uomini passavano mesi in mare a pescare. È un vero e proprio simbolo per la città. Le vie d’intorno sono impreziosite da quelle che furono un tempo le dimore degli armatori: come il Manoir de Bricourt in rue Duguesclin o le case di rue Surcouf.

Dinan, la medievale

Da Saint-Malo la puoi raggiungere in un’oretta circa con il bus n. 10 della linea Breizh.go (in partenza dalla stazione di S-M), oppure in treno regionale con cambio a Dol-de-Bretagne.

Dinan è una città bretone medievale affacciata sulle acque del fiume Rance nota per le sue colorate e ben conservate case a graticcio. Preparati a un viaggio a ritroso nel tempo, perché a Dinan sarai completamente immerso in un atmosfera medievale. Ti consiglio di arrivare il mattino presto per avere il tempo di godere appieno questa esperienza di totale spaesamento e scoprire in tranquillità il ricco patrimonio storico e artistico di questa città. Ecco l’itinerario che ti consiglio per non rischiare di perdere i punti di maggiore interesse.

Itinerario guidato nel centro storico

Il bus ti farà scendere nell’Esplanade de la Résistance. Da qui prendi una delle piccole strade pedonali in direzione del centro (Grande Rue). Arriverai così in Place des Cordeliers e poi Place des Merciers, prima tappa obbligata per ammirare l’architettura tradizionale della città risalente al XV e XVI secolo. In Place des Cordeliers si trova l’antico convento dei Cordeliers risalente al XIII secolo che ha conservato il chiostro e il cortile principale. Lo troverai aperto in luglio e agosto, merita senz’altro una piccola sosta contemplativa.

Rue de l’Horloge

Da Place des Merciers imbocca Rue de l’Horloge per passare davanti a una delle case più famose di Dinan: la Maison du Gisant. Questa casa dell’XI o XII secolo fu oggetto di una sorprendente scoperta alcuni secoli dopo. Durante un restauro infatti venne alla luce una scultura funeraria che si ritiene sia il corpo di Roland de Dinan, morto nel XIII secolo. Sempre lungo questa via, sono stata completamente rapita dalla Maison de la Harpe. Questa graziosa casetta a graticcio dai toni rosa pastello ospita diverse mostre sull’arpa celtica e sull’arpa tradizionale. Un museo atipico in un bellissimo luogo storico. La via in cui ti trovi prende il nome dal monumento più notevole del centro medievale di Dinan: la Torre dell’Orologio. Costruita nel XV secolo, questa torre alta 47 metri ospita uno degli orologi più antichi d’Europa (1502). La torre può essere visitata ed è una delle attività da non perdere a Dinan. 158 gradini permettono di raggiungere la cima e di godere di una straordinaria vista sulla città.

Non lontano dalla Torre dell’Orologio si trova la Basilica di Saint-Sauveur. Costruita tra il XII e il XVI secolo, la basilica custodisce un tesoro: il cuore di Du Guesclin, cavaliere bretone che si distinse nella Guerra dei Cento Anni.

Rue de Jerzual

Ripercorrete Rue de l’Horloge in direzione Place des Merciers, giunti in fondo alla via troverete alla vostra destra Rue de Jerzual, la strada più famosa e instagrammata di Dinan. Vera e propria porta d’accesso alla città durante il Medioevo, questa strada era un tempo la via dello shopping cittadino, dove si trovavano le bancarelle di negozianti, artigiani e anche imponenti case borghesi. Oggi è animata dalle botteghe di filatori di vetro, scultori e da atelier di artisti. Percorrila fino in fondo e ti porterà direttamente al Porto di Dinan.

La zona del porto è particolarmente rilassante e l’ideale per sorseggiare un caffè al sole. Se sei alla ricerca di un punto strategico per scattare foto, il piccolo ponte sulla Rance è il luogo perfetto. Da qui percorrendo l’alzaia della Rance per qualche kilometro puoi raggiungere il tipico villaggio bretone di Léhon.

Prima di ripartire, non dimenticate di visitare il castello, monumento emblematico della regione, costruito alla fine del XIV secolo su richiesta del duca Giovanni IV che voleva affermare il proprio potere. Anna di Bretagna lo scelse nel XV secolo per stabilirvisi dopo la morte del marito, il re Carlo VIII. Oggi il castello è visitabile e accoglie decine di migliaia di visitatori che possono passeggiare nelle 6 aree del castello: la Torre Ducale, dove si svolge la maggior parte della visita, il cortile principale, la Porta du Guichet, la Torre Coëtquen, il cortile superiore, il bastione e il fossato.

E se tra una pausa contemplativa e l’altra, sentite insorgere anche il bisogno fisiologico di sfamarvi, vi consiglio il ristorante Cosy in rue de la poissonerie 11. Ci sono finita per caso, ma siccome è stato un caso fortunato perché ho mangiato molto bene, ve lo suggerisco.

Le rocce scolpite di Rothéneuf

Rothéneuf è una piccola località balneare a 7 kilometri circa da Saint-Malo di cui fa parte dal punto di vista amministrativo. La puoi raggiungere con il bus 4 (dalla stazione di Saint-Malo) o il bus 6 (dall’ufficio del turismo di Saint-Malo). Ma perché dovresti andarci?

Un’opera d’arte fuori dal comune

Perché Rothéneuf custodisce un’opera d’arte unica la cui visita rappresenta un’esperienza fuori dall’ordinario. Un tratto di strada che si affaccia sul mare. Improvvisamente, pietre dalle sembianze deformi decorano un sentiero che conduce a un imponente ammasso roccioso popolato da personaggi e animali di ogni tipo: sono i 300 volti e creature marine scolpiti nella roccia di granito della Costa di Smeraldo da Adolphe Julien Fouéré tra il 1894 e il 1907.

3 posti in bretagna che non puoi perderti rocce scolpite rotheneuf franciamonamour

Su una superficie di 500 mq, l’Abbé Fouré ha scolpito creature e personaggi ispirandosi tanto a temi religiosi come la vita di Saint Budoc (patrono di Rothéneuf), quanto a fatti del suo tempo. Così, nella roccia forgiata dalla sua mano, rivivono i pirati e contrabbandieri di Saint-Malo del XVI secolo, e scene delle avventure di Jacques Cartier, il famoso esploratore nato a Rothéneuf. Un’opera fuori dal comune per la sua originalità certo ma anche per il fatto che il suo creatore pare non avesse mai toccato un martello e uno scalpello prima di allora.

Chi era l’Abbé Fouré

Adolphe Julien Fouéré fu ordinato sacerdote a Rennes nel 1863. All’età di 50 anni fu colpito da un ictus e divenne sordo con problemi di linguaggio. Il suo handicap lo portò presto alla solitudine. Quattro anni dopo, si trasferì a Rothéneuf dove decise di affrontare questa sfida un po’ folle: scolpire le rocce di questa parte della costa. Scolpì per 14 anni. Gli abitanti di Saint Malo lo ricordano con queste parole: “Questo sacerdote scelse la scultura come nuova forma di espressione e andò a rifugiarsi tra le rocce per iniziare un lungo dialogo con solo un martello e uno scalpello”.

Un’opera in pericolo

L’erosione dovuta al mare e al calpestio dei turisti sta danneggiando questo patrimonio che ad oggi non è ancora registrato come monumento storico. Per questo dal 2010 l’associazione les amis de l’oeuvre de l’Abbé Fouré si batte per la sua tutela e per proteggere la memoria dell’artista. La posizione e il materiale rendono quest’opera tristemente mortale. Un motivo in più per andare ad ammirarla e regalarle l’immortalità che merita almeno nella nostra memoria.

Come raggiungerla

L’opera sorge a 600 metri circa dal centro di Rothéneuf e si raggiunge facilmente seguendo i cartelli stradali. L’accesso al sito si trova accanto al ristorante Le Bénétin e costa 2,50 euro. Nei giorni di bassa marea è possibile l’accesso dalla spiaggia…. gratuitamente. Se ami camminare puoi percorre un tratto del sentiero GR34 che corre proprio sopra il sito delle rocce scolpite. Sarai accompagnato/a da una vista mozzafiato e farai scoperte incantevoli come quella della chiesetta di Notre-Dame des Flôts.

Qui si conclude il primo viaggio/tappa alla scoperta della Bretagna. Quattro perle assolute, Saint-Malo, Cancale, Dinan e Rothéneuf perfettamente all’altezza delle mie aspettative. Un paesaggio disegnato con sensazioni forti legate agli elementi naturali: il vento vigoroso ma mai aggressivo, il mare vergine, il sole raggiante ma sempre gentile, la voce dei gabbiani che ti accompagna come un’amica fedele. Cara Bretagna, questo è solo un arrivederci. A presto, prestissimo.

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